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Posts Tagged ‘sting’

stingChe c’è di male a voler stupire ogni volta? Lo fanno un sacco di uomini della sua età. Quando non si stupisce più nessuno, però, si inizia a diventare patetici come un comico che non fa ridere. Pensate a Madonna negli ultimi tempi. Pensate alle più recenti illuminazioni politiche di Rutelli. E pensate soprattutto a Sting, la popstar che vive di espedienti: nel senso che ogni volta che fa un disco deve inventarsi un espediente nuovo per procrastinare il momento nel quale il suddetto disco cadrà nel dimenticatoio. Come l’album precedente, con buona pace dei proclami mediatici che all’epoca lo annunciarono come la “svolta rinascimentale” del guru. Di quella storica conversione last minute oggi non c’è già più traccia, e questo la dice lunga sulla sua credibilità. In compenso ora Sting firma l’appello di Repubblica per la libertà di stampa, proprio nel giorno (ma guarda il caso) in cui Repubblica tira in prima pagina la volata al suo nuovo album e alla sua nuova svolta “tra musica folk e canzoni di Natale”. Che rivoluzione, oh. Dai, facciamo il Grande Centro con Enya e Ratzinger (giovane talento il cui cd d’esordio uscirà a breve). Bene che gli vada, If on a winter’s night… finirà assieme agli altri sugli scaffali delle escort più sofisticate (perché mica tutte hanno la fortuna di capitare laddove il picco della raffinatezza è Zoccole zoccole di Sal Da Vinci, eh).

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langUna volta si scrivevano le biografie dei grandi uomini deceduti. Poi i grandi uomini hanno iniziato a scriversi le autobiografie prima di passare la fatidica soglia, ma comunque arrivati ad un’età ragguardevole. Adesso vanno di moda le autobiografie di chi è appena uscito dall’adolescenza (anagraficamente, almeno…): vedi il libro del cantante Morgan. O questo La mia storia del pianista cinese Lang Lang, classe 1982. Uno che da quando aveva tre anni è stato torturato dai genitori arrivisti e frustrati, che lo costringevano a giornate di sofferenze estreme chino sulla tastiera, con insegnanti violenti, cibo e acqua razionati, e mezz’ora di cartoni animati come unica pausa. Uno così che, arrivato in età di ragione (??), non ha strangolato il padre con una corda di violino, ma ha continuato a suonare il piano diventando veramente un formidabile interprete di musica classica. E ci ha scritto pure un libro. Che se ha lo stesso stile del pianista, sarà in apparenza scapigliato, emozionante e anticonvenzionale, e in sostanza  tradizionalista, freddo e autocompiaciuto. E venderà a palate.

In libreria per Feltrinelli (pag. 272, euro 17) dal prossimo 7 ottobre. Lo abbiamo letto in anteprima? Assolutamente no. Lo leggeremo quando esce? Ma neanche per idea. Avremo le mani occupate a tapparci le orecchie per non ascoltare il disco di Sting (continua…)

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